Tumori, l'oncologia umanizzata dimezza il burnout dei medici

  • Ott 09, 2026

Sintomi da burnout quasi dimezzati (-41,8%), stress traumatico secondario ridotto del 23,7%, soddisfazione professionale in crescita del 51,9% e riduzione del 28,5% del divario tra l'importanza attribuita alle competenze relazionali e la capacità percepita di applicarle nella pratica clinica. Sono questi i principali risultati del primo studio pubblicato sul Journal of Cancer Education dedicato alla Scuola di Medical Humanities del Cipomo (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri). La ricerca dimostra, per la prima volta, che le competenze relazionali dell'oncologo possono essere sviluppate attraverso un percorso formativo strutturato e valutate con strumenti scientifici.     "Il protocollo sviluppato dal Cipomo - spiega Luisa Fioretto, direttrice didattica - integra due approcci complementari: le Medical Humanities, che riportano al centro la persona e la relazione di cura attraverso strumenti narrativi e riflessivi, e la Compassion Focused Therapy, finalizzata a sviluppare capacità di autoregolazione emotiva e resilienza nei professionisti chiamati ogni giorno a confrontarsi con la sofferenza, le decisioni difficili e il peso emotivo dell'assistenza oncologica".     Lo studio pilota ha coinvolto 40 oncologi italiani, dei quali 39 hanno completato l'intero percorso formativo, con un tasso di adesione del 97,5%. Oltre ai miglioramenti registrati negli indicatori psicologici, anche il giudizio dei partecipanti è stato positivo: l'87,2% ha valutato molto favorevolmente gli strumenti acquisiti per migliorare la comunicazione con pazienti e familiari, mentre l'84,6% ha espresso lo stesso giudizio riguardo agli strumenti per la regolazione emotiva.     "Il nostro obiettivo non era insegnare semplicemente agli oncologi cosa dire ai pazienti - spiega Simone Cheli, autore dello studio e professore di psicologia della salute presso il campus romano della St. John's University di New York - ma fornire strumenti per vivere in modo più consapevole e sostenibile la relazione di cura".     "Questo studio dimostra che l'umanizzazione non è un valore astratto né una qualità innata, ma una competenza professionale che può essere insegnata, appresa e valutata", sottolinea Paolo Tralongo. I risultati saranno presentati domani a Piacenza, in occasione della chiusura del corso 2026.     Riproduzione riservata © Copyright ANSA